La nostra storia

Ottant'anni sono molti anche per un’azienda; rappresentano un traguardo che consente di riandare con la memoria alle origini, di ripercorrere un lungo cammino con il legittimo compiacimento, ed anche con un pò d'orgoglio, per i risultati raggiunti.

Nel 1935, in piena perturbazione sociale e politica, un muratore dipendente, da poco diplomato capomastro nei corsi serali delle scuole "Alle Stimate", decide di iniziare in proprio l’attività di impresa edile.

Cesare Guido Bellè, classe 1904, inizia così la sua carriera di imprenditore con tutto il coraggio necessario per intraprendere una strada in salita, forte solo delle sue capacità manuali, di mente e di grande socialità. Mutamenti politici e sociali, imprevisti di mercato, vicissitudini non solo economiche, nel corso degli anni hanno formato e temprato l’animo del capomastro-imprenditore.

Purtroppo, la documentazione scritta, specialmente dei primi decenni di attività manca del tutto, ma da ciò che si è potuto recuperare emerge un’attività intensa ed apprezzata nel settore residenziale privato, con scarsi interventi nel monumentale pubblico.

Solamente la testimonianza orale ha tramandato le difficoltà e la ripercussione delle vicende belliche sull’attività della giovane impresa: mancanza di ferro, calce e cemento: il comando tedesco, durante tutto il 1944 non concede alcuna assegnazione e nei primi quattro mesi del 1945 l’attività si paralizza perché tutti i materiali edili sono a disposizione o requisiti dai tedeschi e d’altronde mancano lavori e le frequenti incursioni aeree impediscono la circolazione di persone e mezzi.

Il ritorno alla normalità è faticoso e solo dal 1947 ferro e cemento ritornano liberamente sul mercato dopo anni di “mercato nero” per i lavori privati in quanto le assegnazioni riguardavano solamente i lavori pubblici.

Alle difficoltà del momento subentra una forza di rinnovamento che indica la nuova strada e l’attività dell’impresa si amplia alle commesse del Genio Militare che dispone dei finanziamenti per il ripristino degli immobili militari, numerosi e rilevanti nella piazza di Verona.

Provvedimenti vengono presi anche sul campo amministrativo con l’assunzione di personale capace e innovativo.

L’impresa, dopo i primi risultati di assestamento, a contatto diretto con la realtà che cambia, amplia il numero delle maestranze e ne cura la formazione professionale secondo le specializzazioni richieste dai nuovi indirizzi per i lavori di manutenzione che si compenetrano in quelli del restauro conservativo.

Nel segno di una costanza professionale mai venuta meno neanche nei momenti più avversi e meno propizi, l’impresa Bellè Cesare Guido, da individuale si trasforma in società famigliare senza proclami rumorosi, sempre in prima fila nelle battaglie per il suo sviluppo economico nel serrato confronto con la concorrenza.

Il titolare si riempie di orgoglio quando, nel 1956, conscio di aver costruito un’entità di uomini di lavoro a contatto diretto con una realtà che cambia, in azienda entra il figlio Nazareno neo diplomato geometra.

Lo stesso, dopo solo otto anni di attività lavorativa sotto la guida sapiente del padre, sarà in grado di assumere la titolarità dell’impresa nel segno della continuità e verso risultati ancora migliori.

La soddisfazione del fondatore è grande quando può constatare che il restauro di importanti edifici anche di interesse storico-artistico della città portano il nome Bellè.

Nonostante le crisi ricorrenti nel settore a causa delle restrizioni del credito nel 1970 e l’entrata in vigore della legge dell’”equo canone” del 1977, che bloccano gli investimenti in nuove costruzioni fino alla ripresa del 1985-86, l’attività dell’impresa permane alquanto vivace e il nome della “Costruzioni Bellè” si intreccia con il recupero e restauro conservativo dei più importanti edifici storici della città scaligera, per cui, la quota di questo tipo di mercato, si amplia in maniera considerevole. Sono opere importanti. Tutte segnano la storia dell’impresa che nei suoi settanta anni di attività ha potuto cimentarsi nei settori più svariati dell’edilizia, dal civile all’industriale a quella religiosa, scolastica e monumentale. Non trascurabile l’esperienza acquisita nel campo museale con l’allestimento di importanti musei della città come quello degli affreschi presso la Tomba di Giulietta e il museo lapidario Maffeiano in Piazza Brà.

Un’attività multiforme quindi e i traguardi raggiunti nel settore sono importanti grazie anche alle maestranze, dagli amministrativi agli esecutori fortemente impegnati e uniti anche dal punto di vista umano. Il geometra Bellè Nazzareno pur seguendo personalmente le varie attività dell’impresa come direttore tecnico e amministrativo si esplica anche nel sociale rivestendo importanti incarichi negli organismi di categoria.

Dopo sei anni di vice presidenza, dal 1982 al 1989, è Presidente della Coope rativa tra Imprenditori e Capimastri di Verona e Provincia; dal 1988 al 1993 Presidente del Col legio Costruttori della Provincia di Verona e membro de Consiglio Direttivo dell’ANCE a Roma e dell’U.R.C.E.V. a Venezia; Presidente della Consulta Economica Provinciale nel 1991-1992; Presidente della Cassa Edile di Verona nel 1993-94; Presidente e consigliere di amministrazione in numerosi organismi economici; Cavaliere dell’Ordine al merito della Repubblica Italiana dal 1979; Membro del Comitato Regionale dell’Albo Nazionale dei Costruttori fino all’abolizione.

È tutt’ora impegnato con procura nell’attività dell’impresa. La capacità tecnica, l’amore e la passione ereditata dal padre, viene trasmessa dal geometra Nazareno ai due figli Guido e Damiano impegnati nell’impresa con compiti ben distinti e coordinati nella direzione tecnica e contrattuale-amministrativa.

Siamo alla terza generazione e il compito non facile di conservare e progredire è ora nelle mani di due giovani a cui non manca passione, intuito, capacità e senso del dovere.

L’organigramma dirigenziale pensato e voluto, non a caso, è estremamente centralizzato e lo staff tecnico molto preparato e motivato, abituato ai più accurati controlli di ogni singola fase lavorativa.

C’è una costante voglia di aggiornamento, di innovazione, di incremento del fatturato. Il pensiero al domani, quindi, come costante e con tanta voglia di fare.